:::::SEGUE::::: E TERMINA!
Già questa storia delle vacanze l'ho trascinata! Giuro che con questo post finisco il racconto, anche perchè ci sono grosse novità in ballo da raccontare su queste pagine! ;-)
Giverny
Lungo la strada per raggiungere la casa di Monet abbiamo incontrato diversi Dolmen e Menir, punti d'interesse storico importantissimi, oltre che rocce assolutamente affascinanti. Raggiunta la lontana dimora, facciamo 10 minuti di coda ed entriamo in un giardino coloratissimo: decine, centinaia, forse migliaia di specie diverse di fiori, tutte super colorate. Ogni tonalità di giallo, rosso, verde, blu e un tripudio di profumi, per condurci di fronte a questo stabile di inizio secolo: un parallelepipedo con una decina di stanze, perfettamente conservato e ornato in ogni angolo di quadri impressionisti appartenenti non solo al grande Monet ma ad una serie di artisti minori per lo più di origine statunitense che nel primo ventennio del 1900 si stabilirono a Giverny per stare vicino al loro maestro. Superato un sottopassaggio, figlio dell'evoluzione stradale di questi decenni, si giunge al famosissimo giardino giapponese protagonista della sua serie "Ninphee". Ho
provato a fare una foto che riprendesse la stessa angolatura del quadro!
Roen
Ci si mette quindi in viaggio per il capoluogo della Normandia, una città incantevole, piena di sorprese che ci è piaciuta da matti. Un ricordo della Seconda Guerra Mondiale pervade ogni angolo, molti palazzi d'epoca e tante rovine ben conservate. Il palazzo di Giustizia realizzato intermente in tufo a metà dell'800 riporta su tutta la facciata i segni delle mitragliate e delle granate: più che una mancanza di denaro sembra sia la voglia di non dimenticare, quella che ferma il restauro di questi palazzi. Roen, poi, è la città in cui venne processata e messa al rogo Giovanna d'Arco: a lei sono dedicate una chiesa moderna, un museo, e una torre antichissima. La famosa Cattedrale di questa città che Monet dipinse infinite volte offre la sera (a sorpresa per noi che ci siamo capitati per caso nell'ora giusta) uno spettacolo di luci gratuito: sulla facciata vengono proiettate immagini a suon di musica ricreando un'atmosfera fantastica.
Dieppe, Fecamp, Etretat
Da Roen abbiamo raggiunto la costa nella località di Dieppe, sulla quale non vale la pena raccontare nulla: la nostra esperienza con la costa nord è stata traumatica tra vento e pazzi che si lanciavano in acqua. Fecamp ci ha offerto la possibilità, oltre di vedere una costa romantica e più gradevole, di visitare il Palazzo Benedettino, dove viene distillato un amaro alle erbe. A 20 km di distanza, Etretat, abbiamo deciso di cenare e passare la notte, non prima di aver scalato le Falesie, esserci goduti il tramonto a picco sul mare e aver ammirato la casa di Arsenio Lupin (o meglio quella del suo scrittore a cui Hayao
Miyazaki si è ispirato per i disegni!).
Il ponte di Normandia a Le Havre ci ha portati a Caen, dove è presente il memoriale più importante dello sbarco in Normandia: un memoriale sviluppato in multimediale, che rende l'esperienza interattiva e molto realistica. Passiamo i confini della Normandia per giungere a
Mont Saint-Michele.
La Bretagna offre panorami splendidi ed è più ricca di punti d'interesse rispetto alla Normandia, tralasciando l'abazia di san Michele, altro capo della via dei templari rispetto alla nostra Sacra di San Michele: purtroppo ci siamo capitati il 13 di agosto quando più o meno mezzo mondo si trova in questo piccolo angolino della Francia. Abbiamo dovuto desistere dal visitare gli interni dell'abazia dopo un'ora e mezza per raggiugere il monte, altre 2 ore per salire lungo le vie del monte.
Dopo la notte trascorsa a
Saint-Malò dove abbiamo gustato la cena in una creperia-fumetteria e dormito nel Premiere Classe, ci siamo diretti a
Ploumanach, sulla costa del granito rosa. Un'intera costa composta da roccia granitica di colore rosa!! Gli abitanti della zona usano questa roccia per tutto: panchine, porfido, rivestimento edifici, tetti. Risultano così 30 km interamente granitici! Speriamo che non lo mangino anche! ;-) Come se non bastasse questa costa è la casa delle ortensie (non è trovato il motivo) e di conseguenza tappezzata di cespugli foltissimi di questi fiori di ogni colore e tonalità.
La pioggia scrosciante alternata al sole che si faceva spazio tra le nuvole (con la creazione conseguente dell'
arcobaleno) ci ha costretti a passare la notte a
Brest (noi volevamo tirare dritto fino a Quimper): città orrenda e ricostruita malissimo dopo essere stata praticamente rasa al suolo.
Dopo essere paddati da
Douarnenez (la città delle sardine) e da
Locronan (città con i segni della modernità nascosti sottoterra per dare la parvenza di uno stopo del tempo), abbiamo raggiunto
Pointe du Raz (la punta più a est dell'Europa) con un tempo bruttissimo, pioggia e vento l'abbiamo goduto pochissimo, per ripartire alla volta di
Quimper: una città dal fervore culturale magnifico. L'ultima tappa prima di raggiungere Nantes è stata
Carnac dove si trovano i siti megalitici meglio conservati e più grandi d'Europa: una distesa immensa di menir che nessuno si spega ancora concertezza cosa rappresentassero.
A
Nantes abbiamo visitato il castello: una magnifica opera medievale all'esterno rinascimentale all'interno, che costeggia il vecchio corso del fiume prosciugato e deviato, sul quale ora sta la strada sulla quale abbiamo parcheggiato.
Tra case con i tetti acuti in ardesia, le porte in legno, le ante delle finestre intagliate, i giardini con le altalene e le aiuole fiorite, ricche di colori intensi (a cominciare dalle infinite distese di lavanda). Le strade collinari che proseguono in un continuo sali e scendi, gli immensi campi di girasoli, le chiesette gotiche in ogni angolo e le cattedrali imponenti, i pascoli estesi per chilometri dove gruppi di mucche (soprattutto) brucano indisturbati, i modernissimi macchinari agricoli disseminati nei campi intorno alla strada, i boschi e le rocce solide e compatte dei tratti montani. Tra tutto questo abbiamo concluso il nostro viaggio fermandoci a dormire ancora una notte a Lione, e lasciandoci nel cuore il ricordo di una Francia molto diversa da ciò che avevamo nel nostro immaginario.