EVVIVA!! Finalmente ho fatto quei tanto sospirati 2 giorni di mare!
Oltre ad avere le spalle abbrustolite (perchè la crema è sempre troppo diffcile portarla eh?????), e quella sensazione di spaseamento che si ha quando si torna la notte tardi dopo 200 km, mi è rimasta un'osservazione che ho bisogno di condividere con voi: in Liguria il tempo si è fermato.
Per spiegarmi è necessaria una premessa. L'ultima volta che sono andata in vacanza in Liguria è stato il lontano 1991 (da bambina con la mia mamma). Da allora mi è capitato tutti gli anni di passare qualche domenica di giugno o di luglio in una spiaggia ligure. Questo però ha sempre significato partire da Torino alle 5-6 del mattino (dopo aver fatto la serata con gli amici, spesso ai Murazzi), arrivare nella prima spiaggia libera dopo Savona (che è sempre quella di Finale Ligure), buttarsi in acqua come prima cosa, dormire almeno fino a quando il sole lo permetteva, svegliarsi, ri-buttarsi in acqua lungamente e rimettersi in macchina per il ritorno.
Quasta volta abbiamo detto basta. Siamo adulti e responsabili ed è ora che facciamo un week-end come tutte le coppie che si rispettino. Siamo partiti Sabato mattina verso le 10 e abbiamo [addirittura] prenotato una stanza per passare la notte (una persona per bene non dorme in spiaggia).
Siamo arrivati a Pietra Ligure attraverso la stessa strada che percorrevo ben 16 anni fa con i miei genitori, gli alberghi, i bar e i ristoranti sono sempre gli stessi ed ho l'impressione che in alcuni di loro non sia neanche cambiata la gestione (ma su questo non posso scommetterci), le famigliole con passeggini e pargoli al seguito sono sempre in netta maggioranza rispetto al resto della popolazione, i parcheggi per le auto (che nel frattempo in questi 16 anni sono triplicate nel numero) sono sempre gli stessi e le multe alle 3 del mattino sono sempre le stesse (ma solo a Torino i vigili di notte dormono???). Allo stesso modo ho potuto assistere alla scena di una famiglia composta da mamma, papà, e due figli tra i 10 e i 13 anni che rimanevano al mare con la mamma e salutavano in lacrime il papà che tornava in città a lavorare tutta la settimana: la stessa cosa che accadeva alla mia famiglia.
Malgrado la liguria non abbia molto da offrire (in Italia ci sono coste decisamente migliori e dal punto di vista culturale è effettivamente un pò povera), le famiglie nordiche (compresi gli immancabili crucchi) continuano a passare le vacanze nei paesini liguri, mettendosi in coda per fare qualsiasi cosa (dal gelato alla doccia in spiaggia) e gustando la famosa focaccia.
Se avete un'attività commerciale in Liguria mi direte "Eh meno male!" ma dal punto di vista culturale tutto ciò mi sembra l'ennesima conferma che la nostra società vive nel perenne stato di crisalide: un verme che vorrebbe diventare farfalla ma continua a rimanere verme.
Per quanto mi riguarda dopo questo w-e sono sempre più convinta che diventare adulti significa prendere sempre più coscienza di se stessi e del resto del mondo e in questi 2 giorni ho raggiunto un ulteriore scalino.
Quando avrò voglia di mare la prossima volta, uscirò con gli amici, passerò la serata nella nostra ridente metropoli (-quasi), e partirò alle 6 del mattino. Dopo un bagno, una bella dormita e un altro bagno lunghissimo, ripartirò felice, senza essermi svuotata il portafogli e appagata dal mare e dal sole!